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Il nostro organismo dispone di un sistema di comunicazione straordinariamente complesso. Cervello, cuore, polmoni e apparato digerente si scambiano continuamente informazioni per adattarsi alle necessità quotidiane.

Uno dei protagonisti di questa comunicazione è il nervo vago, una struttura anatomica che negli ultimi anni ha attirato un crescente interesse scientifico.

Il suo ruolo è importante non soltanto per comprendere il funzionamento del sistema nervoso, ma anche per studiare nuove tecnologie di neuromodulazione.

Che cos'è il nervo vago?

Il nervo vago è il decimo nervo cranico e rappresenta una componente fondamentale del sistema nervoso parasimpatico.

Origina dal tronco encefalico e raggiunge numerosi organi attraverso il collo, il torace e l'addome.

Partecipa alla regolazione di diverse funzioni fisiologiche, tra cui frequenza cardiaca, digestione e alcuni riflessi respiratori.

La sua particolarità è che permette una comunicazione bidirezionale: trasporta informazioni dagli organi al cervello e trasmette segnali dal sistema nervoso centrale verso numerose strutture periferiche.

Una revisione pubblicata nel 2018 da Breit e collaboratori descrive approfonditamente il ruolo del nervo vago nella comunicazione tra cervello, intestino e sistema immunitario [1].

Il collegamento tra cervello e cuore

Il nervo vago contribuisce alla regolazione della frequenza cardiaca attraverso il sistema nervoso parasimpatico.

Durante le normali attività quotidiane, il sistema nervoso autonomo modifica continuamente il funzionamento del cuore in risposta alle esigenze dell'organismo.

Uno dei parametri studiati per comprendere alcuni aspetti di questa regolazione è la variabilità della frequenza cardiaca, conosciuta come HRV.

La HRV descrive le variazioni temporali tra battiti consecutivi. Alcuni suoi parametri possono fornire informazioni sulla modulazione parasimpatica cardiaca, ma non rappresentano una misurazione completa dell'attività del nervo vago.

Il collegamento tra cervello e intestino

Il nervo vago svolge un ruolo fondamentale anche nella comunicazione tra sistema nervoso centrale e apparato digerente.

Questo collegamento fa parte del cosiddetto asse intestino-cervello, una rete complessa che comprende vie nervose, ormonali, immunitarie e metaboliche.

Il nervo vago trasmette al cervello informazioni provenienti dall'apparato digerente e contribuisce alla regolazione di alcune funzioni gastrointestinali.

Una revisione scientifica di Bonaz e collaboratori, pubblicata nel 2018, approfondisce il ruolo del nervo vago nell'interazione tra microbiota intestinale, intestino e cervello [2].

È importante precisare che il nervo vago rappresenta soltanto una delle numerose vie coinvolte in questa comunicazione.

Nervo vago e risposta infiammatoria

Un altro ambito di ricerca particolarmente interessante riguarda le interazioni tra sistema nervoso e sistema immunitario.

Alcuni studi hanno identificato circuiti neuroimmunitari attraverso i quali l'attività nervosa può contribuire alla regolazione delle risposte infiammatorie.

Tra questi viene studiata la cosiddetta via antinfiammatoria colinergica, associata a specifici meccanismi di comunicazione tra sistema nervoso e cellule immunitarie.

Le revisioni di Breit e Bonaz descrivono questi meccanismi e le loro potenziali implicazioni terapeutiche [1, 2].

Tuttavia, l'esistenza di tali circuiti non significa che qualsiasi metodo di stimolazione vagale sia automaticamente efficace nel trattamento delle malattie infiammatorie.

Che cos'è la stimolazione del nervo vago?

La stimolazione del nervo vago, conosciuta con l'acronimo VNS, è una tecnica di neuromodulazione che utilizza impulsi elettrici per stimolare specifiche fibre nervose.

Esistono differenti modalità di stimolazione.

La VNS invasiva prevede l'impianto chirurgico di un dispositivo e viene utilizzata in ambito medico per indicazioni specifiche.

La stimolazione non invasiva comprende invece differenti approcci, tra cui la stimolazione auricolare transcutanea, conosciuta come taVNS.

Quest'ultima sfrutta la presenza di fibre nervose associate al ramo auricolare del nervo vago in determinate regioni dell'orecchio.

Le differenti modalità di stimolazione non sono necessariamente equivalenti e devono essere valutate separatamente.

Quali applicazioni vengono studiate?

La stimolazione vagale invasiva possiede applicazioni cliniche consolidate in specifiche condizioni, tra cui alcune forme di epilessia e depressione resistente al trattamento, secondo le indicazioni e le autorizzazioni previste nei diversi Paesi.

La ricerca sulla stimolazione non invasiva sta invece esplorando numerosi ambiti, tra cui regolazione autonomica, sintomi depressivi, dolore e condizioni infiammatorie.

I risultati sono differenti a seconda dell'applicazione, dei protocolli e delle caratteristiche dei partecipanti.

La revisione di Breit e collaboratori analizza alcune delle possibili applicazioni della stimolazione vagale e distingue i risultati clinici disponibili dalle prospettive ancora sperimentali [1].

Le evidenze ottenute con dispositivi invasivi non possono essere automaticamente attribuite ai dispositivi auricolari non invasivi.

Nervo vago, respirazione e rilassamento

La respirazione è strettamente collegata alla regolazione cardiovascolare.

Durante la respirazione si verificano normali oscillazioni della frequenza cardiaca, influenzate anche dalla modulazione parasimpatica.

La respirazione lenta e controllata viene studiata per i suoi effetti sulla regolazione autonomica e sulla variabilità della frequenza cardiaca.

Tuttavia, gli effetti degli esercizi respiratori e quelli della stimolazione elettrica del nervo vago devono essere considerati separatamente.

Non sono interventi equivalenti e non producono necessariamente gli stessi risultati.

La tecnologia e i suoi limiti

L'interesse scientifico verso il nervo vago ha favorito lo sviluppo di differenti tecnologie di neuromodulazione.

Nella valutazione di un dispositivo è importante considerare le caratteristiche tecniche, la modalità di stimolazione, la destinazione d'uso e la documentazione scientifica disponibile.

La presenza di frequenze regolabili o di programmi preimpostati non dimostra, da sola, l'efficacia clinica di un'apparecchiatura.

È inoltre necessario rispettare le controindicazioni e le istruzioni del produttore, prestando particolare attenzione alle persone con dispositivi medici impiantati o condizioni cardiovascolari.

La visione di Biotech Labs

In Biotech Labs seguiamo con interesse l'evoluzione delle tecnologie dedicate alla neuromodulazione e allo studio del sistema nervoso autonomo.

Il nostro obiettivo è rendere accessibili informazioni tecniche e scientifiche, accompagnando le tecnologie dedicate al benessere con formazione e indicazioni per un utilizzo consapevole.

Comprendere il nervo vago significa conoscere meglio uno dei principali sistemi di comunicazione del nostro organismo, distinguendo le funzioni fisiologiche documentate dalle applicazioni tecnologiche ancora oggetto di ricerca.

INNOVATION FOR WELLNESS

Nota informativa: questo articolo ha finalità esclusivamente divulgative. Non costituisce una diagnosi, una prescrizione o un'indicazione terapeutica. Le tecnologie di neuromodulazione devono essere utilizzate secondo la rispettiva destinazione d'uso. In presenza di condizioni mediche è necessario consultare un professionista sanitario qualificato.


Riferimenti scientifici

[1] Breit S., Kupferberg A., Rogler G., Hasler G. (2018).

Vagus Nerve as Modulator of the Brain–Gut Axis in Psychiatric and Inflammatory Disorders.

Frontiers in Psychiatry, 9, 44.

https://doi.org/10.3389/fpsyt.2018.00044

[2] Bonaz B., Bazin T., Pellissier S. (2018).

The Vagus Nerve at the Interface of the Microbiota-Gut-Brain Axis.

Frontiers in Neuroscience, 12, 49.

https://doi.org/10.3389/fnins.2018.00049

Precisazione scientifica: le pubblicazioni citate sono revisioni della letteratura. Non costituiscono studi clinici sul dispositivo VagalSync né dimostrano automaticamente l'efficacia di specifiche apparecchiature commerciali.

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