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Biotech Journal · Luce e salute visiva

Fotobiomodulazione e maculopatia.
Una nuova prospettiva per la vista.


La luce sta aprendo nuove possibilità nella maculopatia secca. Il progresso nasce dall’incontro tra ricerca e dispositivi oculari dedicati.

Evidenze cliniche Lunghezze d’onda Tecnologia oculare specifica
590 nmAmbra · visibile
660 nmRosso · visibile
850 nmVicino infrarosso
Le tre lunghezze d’onda del sistema studiato nei trial LIGHTSITE. Fonte scientifica
Una possibilità concreta

La ricerca sulla luce entra in oftalmologia.

Leggere, riconoscere un volto, distinguere un dettaglio: la visione centrale accompagna molti gesti quotidiani. Proteggerla significa proteggere una parte importante della propria autonomia.

La fotobiomodulazione, o PBM, è oggi una strada di interesse clinico per alcuni pazienti con degenerazione maculare legata all’età nella forma secca. Gli studi controllati hanno documentato miglioramenti dell’acuità visiva con un sistema dedicato. È una prospettiva incoraggiante, da valutare attraverso una diagnosi precisa e un percorso specialistico. [1]

01 / Conoscere la macula

Maculopatia: una parola, condizioni diverse.

La macula è la zona della retina che permette di vedere nitidamente ciò che abbiamo davanti. La degenerazione maculare legata all’età, detta AMD o DMLE, può compromettere questa funzione. [6]

Forma secca

Può progredire attraverso stadi iniziali, intermedi e avanzati. È l’ambito in cui si concentrano i principali studi LIGHTSITE sulla PBM.

Forma umida

È associata alla crescita di vasi anomali. Richiede cure specifiche, spesso con farmaci anti VEGF: la PBM non le sostituisce.

Diagnosi precisa

Il termine maculopatia comprende malattie differenti. I risultati nella DMLE secca non si trasferiscono automaticamente alle altre forme.

Riferimenti: National Eye Institute e LIGHTSITE III.
02 / Il meccanismo

Luce, mitocondri ed energia cellulare.

La PBM utilizza luce con parametri controllati per interagire con i tessuti attraverso processi fotobiologici.

Una delle spiegazioni studiate riguarda i mitocondri, le strutture cellulari che producono energia sotto forma di ATP. La luce rossa e il vicino infrarosso possono interagire con componenti della catena respiratoria, tra cui la citocromo c ossidasi. La ricerca esamina gli effetti sul metabolismo cellulare, sullo stress ossidativo e sui segnali infiammatori. [4]

Questo meccanismo offre un razionale biologico interessante per la retina. Rimane però essenziale distinguere ciò che si osserva in laboratorio dai benefici misurati nei pazienti: un’interazione cellulare plausibile acquista valore terapeutico quando viene verificata in studi clinici.

Il valore della PBM è nella precisione.

La ricerca collega il beneficio a una combinazione definita di luce, dose, modalità di erogazione e selezione del paziente. È questa combinazione a rendere significativa la tecnologia.

03 / Le lunghezze d’onda

Tre componenti luminose studiate insieme.

Il sistema Valeda impiegato nei trial LIGHTSITE utilizza 590, 660 e 850 nm. I nanometri descrivono la lunghezza d’onda della luce, non la sua potenza. [5]

Ambra · luce visibile 590 nm

La componente ambrata

Fa parte della sequenza multispettrale studiata. Il beneficio clinico va interpretato nel contesto dell’intero protocollo.

Rosso · luce visibile 660 nm

La componente rossa

Appartiene alla regione dello spettro di interesse per la fotobiomodulazione e viene erogata con parametri specifici dal sistema oculare.

Vicino infrarosso · non visibile 850 nm

La componente infrarossa

Non è percepita come luce dall’occhio umano. La sua presenza richiede comunque il controllo dell’esposizione e della sicurezza ottica.

Il beneficio documentato riguarda il sistema completo. Questi studi non dimostrano che ogni colore, utilizzato da solo o con qualunque apparecchio, produca lo stesso risultato. [1]

04 / Evidenze scientifiche

Risultati incoraggianti, misurati nella vista.

LIGHTSITE III ha coinvolto 100 persone e 148 occhi, confrontando PBM e trattamento simulato in uno studio randomizzato e in doppio cieco. [1]

Analisi Risultato Come interpretarlo
LIGHTSITE III · 13 mesi Guadagno medio di 5,4 lettere con PBM e 3,0 con il trattamento simulato. Differenza tra gruppi: 2,4 lettere. Miglioramento dell’acuità visiva corretto per il confronto con il controllo. [1]
LIGHTSITE III · analisi a 24 mesi Al mese 21, guadagno di 6,2 lettere rispetto al valore iniziale nel gruppo PBM; confronto tra gruppi significativo (p = 0,0036). Il dato di 6,2 lettere indica il cambiamento rispetto all’inizio, non il vantaggio aggiuntivo rispetto al controllo. [2]
Le lettere sono quelle lette sulla tavola standardizzata ETDRS. Un guadagno medio non equivale a una percentuale di vista recuperata né garantisce la stessa risposta individuale.

L’analisi a lungo termine riporta un profilo di sicurezza favorevole, senza segni di fototossicità nel protocollo studiato. Sono risultati promettenti, riferiti al dispositivo e alla popolazione esaminati. [2]

Il precedente studio LIGHTSITE II aveva già valutato la stessa combinazione di lunghezze d’onda, contribuendo allo sviluppo del percorso clinico. Le evidenze si costruiscono attraverso studi successivi e confronti controllati. [3]

05 / Dispositivi dedicati

La stessa luce non significa lo stesso trattamento.

La scheda di un LED può riportare 660 o 850 nm. Per un trattamento retinico servono anche un percorso ottico controllato, parametri validati e una destinazione d’uso oculare documentata. [7]

Dose controllata

Contano intensità, durata, sequenza e geometria del fascio. Il numero di LED o la potenza elettrica non descrivono da soli l’esposizione dell’occhio.

Sicurezza oculare

La valutazione deve riguardare la luce che raggiunge i tessuti oculari. Le prove per l’uso sulla pelle non dimostrano automaticamente l’idoneità per la retina.

Validazione clinica

La documentazione deve collegare dispositivo, indicazione e risultati. Una marcatura generica o una lunghezza d’onda condivisa non bastano.

Criteri illustrati dalla documentazione ufficiale FDA De Novo e dalla valutazione tecnica.

Per la macula serve una tecnologia pensata per la macula.

Maschere LED per il viso, pannelli e tappetini per il corpo hanno destinazioni d’uso diverse. Non vanno utilizzati per tentare di trattare la retina. Chiudere gli occhi non li trasforma in dispositivi oftalmici equivalenti al sistema studiato.

06 / Dalla ricerca alla pratica

Un traguardo importante, con indicazioni precise.

Il 4 novembre 2024 la FDA ha autorizzato Valeda negli Stati Uniti attraverso il percorso De Novo per un gruppo definito di pazienti con DMLE secca. [7]

L’indicazione riguarda pazienti con acuità visiva corretta tra 20/32 e 20/70 e caratteristiche retiniche specifiche, in assenza di maculopatia neovascolare e di atrofia geografica che coinvolga il centro. Questa autorizzazione riguarda quel dispositivo e quella indicazione negli USA; non è un’approvazione di tutti i prodotti a luce rossa. [7]

01 · VALUTAZIONE

Identificare forma e stadio

La visita oculistica e gli esami indicati, come l’OCT, definiscono il quadro clinico e orientano la scelta.

02 · SELEZIONE

Verificare l’idoneità

Lo specialista valuta se il paziente rientra nelle indicazioni del dispositivo e controlla precauzioni e controindicazioni.

03 · MONITORAGGIO

Seguire l’evoluzione

Il trattamento entra in un percorso con controlli. Le altre cure e il monitoraggio restano parte della gestione della malattia.

Riferimenti: diagnosi e monitoraggio; indicazioni e precauzioni del dispositivo.
07 / Domande frequenti

Capire la tecnologia, scegliere con consapevolezza.

Il punto di partenza è una valutazione oculistica, anche quando una tecnologia appare promettente.

La fotobiomodulazione può migliorare la vista nella maculopatia secca?

Gli studi LIGHTSITE hanno documentato miglioramenti medi dell’acuità visiva in pazienti selezionati. La risposta individuale varia e non equivale alla guarigione della malattia. [1]

Una maschera con 590, 660 e 850 nm è equivalente?

No. Condividere le lunghezze d’onda non dimostra equivalenza nella dose oculare, nella sicurezza o nell’efficacia. Una maschera per la pelle va utilizzata secondo la propria destinazione d’uso, senza tentare un trattamento della macula.

Più potenza significa un beneficio maggiore?

No: le evidenze riguardano parametri definiti. Aumentare intensità o esposizione non replica il protocollo e può compromettere la sicurezza dell’occhio. [5]

La PBM sostituisce le iniezioni per la forma umida?

No. La forma umida richiede una gestione specialistica specifica. Non si devono interrompere o rimandare le terapie prescritte per provare la luce. [6]

Il futuro della salute visiva

Innovazione che merita attenzione.

La fotobiomodulazione rappresenta un passo interessante nella ricerca sulla DMLE secca. Le evidenze offrono motivi concreti per approfondire questa possibilità con l’oculista, mantenendo al centro la qualità della visione e la situazione di ogni persona.

La scelta del dispositivo è parte della scelta terapeutica. Comprendere questa relazione permette di valorizzare la luce con rigore e di riconoscere le tecnologie davvero adatte all’applicazione prevista.

Continua a esplorare la ricerca e le tecnologie della luce nel Biotech Journal.

Fonti e approfondimenti

La scienza dietro l’articolo.

  1. Boyer e colleghi. LIGHTSITE III: analisi di efficacia e sicurezza a 13 mesi. Retina, 2024. DOI: 10.1097/IAE.0000000000003980.
  2. Jaffe e colleghi. LIGHTSITE III: efficacia e sicurezza, analisi a 24 mesi. Retina, 2026. DOI: 10.1097/IAE.0000000000004822.
  3. LIGHTSITE II: studio randomizzato multicentrico sulla PBM multispettrale. Ophthalmology and Therapy, 2023. DOI: 10.1007/s40123-022-00640-6.
  4. Fantaguzzi e colleghi. Revisione narrativa sulla PBM nella degenerazione maculare. Ophthalmology and Therapy, 2023. Utilizzata per il razionale biologico; lo stato regolatorio è verificato sui documenti FDA.
  5. FDA. Valeda: valutazione tecnica e clinica, indicazioni e precauzioni. De Novo Summary DEN230083.
  6. National Eye Institute. Degenerazione maculare legata all’età. Fonte per anatomia, forme, diagnosi e sintomi.
  7. FDA. Autorizzazione De Novo e controlli specifici per Valeda. 4 novembre 2024.
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